uffcio Stampa2026-03-24T09:36:42+00:00
E’ in corso in Italia ed all’estero un’operazione della D.I.A., della G. di F. e dell’A.D.M. di Genova, coordinata dalla Procura Europea EPPO – Sede di Torino, nei confronti di un’associazione transnazionale attiva nel contrabbando dei tabacchi lavorati esteri. L’intervento, supportato anche dal Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.), EUROPOL e dalla rete operativa antimafia internazionale @ON, è finalizzato all’esecuzione di diverse misure cautelari personali e reali per circa 2,5 milioni di euro, equivalenti al provento dell’ipotizzato reato.
Maggiori dettagli saranno forniti durante la conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 presso la Sala del Capitano – Palazzo San Giorgio, a Genova.
Dall’alba di oggi, il Centro Operativo D.I.A. e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova, unitamente alla Sezione Antifrode dell’Ufficio Locale di Genova dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM), con il supporto dei reparti competenti per territorio [oltre 100 agenti], stanno eseguendo, sotto il coordinamento della Procura Europea EPPO – Sede di Torino, numerose perquisizioni e arresti in Italia [Genova, Milano, Segrate (MI), La Spezia, Trieste, Bosco Marengo (AL) e Napoli] e all’estero, congiuntamente alle forze di polizia di Regno Unito, Polonia, Francia e Svizzera, nei confronti di appartenenti ad un’organizzazione internazionale dedita al contrabbando di tabacchi lavorati esteri.
Le attività all’estero si sono avvalse della fattiva collaborazione: nel Regno Unito della Metropolitan Police Service e della His Majesty’s Revenue and Customs (HMRC) di Londra (UK); in Polonia dell’Economic Crime Unit di Varsavia e Kielce; in Francia della Douane di Parigi e in Svizzera dell’Ufficio Federale della Dogana e della Sicurezza dei Confini (UDSC).
L’operazione, denominata “BOROTALCO”, originata dall’analisi delle movimentazioni dei container in arrivo nello scalo ligure, effettuato dalla Direzione Investigativa Antimafia e sviluppatasi per oltre un anno in collaborazione tra DIA, GDF e ADM, ha consentito di appurare l’esistenza di un’organizzazione transnazionale, con base operativa nel Regno Unito e collegamenti in Europa, Asia ed Africa, diretta da soggetti riconducibili alla mafia curda, esponenti del gruppo criminale noto come “Bombacilar” o “Hackney Bombers”.
Le indagini hanno evidenziato come l’organizzazione abbia ampia proiezione transnazionale:
- avvalendosi della collaborazione di sodali o di terzi operativi sia nel territorio europeo (Italia, Francia, Olanda, Regno Unito, Polonia, Georgia e Svizzera) che in Paesi extracomunitari (Turchia, Armenia, Kenya, Emirati Arabi Uniti);
- adottando stabilmente diverse rotte di navigazione per eludere i controlli doganali;
- impiegando soggetti conoscitori di pratiche doganali per agevolare la partenza e/o lo scalo dei container con i carichi illeciti;
- acquistando direttamente il tabacco lavorato presso le fabbriche produttrici di T.L.E. in Armenia, Dubai (UAE) e Spagna;
- trasferendo i proventi dell’attività illecita attraverso criptovalute al fine di dissimularne l’origine ed eludere eventuali sequestri.
L’azione di contrasto e riscontro, effettuata presso il porto di Genova ed altri scali europei, ha inoltre permesso di sequestrare circa 32 tonnellate di T.L.E., stimando un omesso pagamento dei diritti di confine, per un importo complessivo pari ad oltre 8 milioni di euro; nello specifico, in diversi interventi, sono stati sottratti all’organizzazione, circa:
- 200 kg di T.L.E. giunti tra i mesi di giugno e settembre 2024;
- 800 kg di T.L.E. arrivati tra i mesi di luglio e ottobre 2024;
- 000 kg di T.L.E. giunti tra i mesi di giugno ed ottobre 2024.
E’ stata, inoltre, documentata l’importazione illegale di ulteriori 8.900 kg di T.L.E. nel mese di luglio 2024, con un’omissione complessiva del versamento di dazi, accise ed iva pari ad oltre 2.300.000 €.
Per tale motivo, su richiesta della Procura Europea, il G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo ligure, ha emesso un’ordinanza di misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di 6 soggetti indagati e un decreto di sequestro di beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro, corrispondenti alle imposte evase ed al profitto del reato commesso, per associazione per delinquere finalizzata al contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri, introduzione nel territorio dello Stato di ingenti quantitativi di t.l.e. e falsità ideologica.
Ulteriori nove spedizioni, transitate dallo scalo ligure tra i mesi di ottobre 2023 e luglio 2024, recanti caratteristiche simili ai traffici accertati, sono in corso di approfondimento.
L’associazione sfruttava in Liguria una società che, allo scopo di non destare sospetti nell’espletamento delle operazioni doganali, era indicata quale notify delle spedizioni (cd. parte terza alla quale comunicare l’arrivo della merce, oltre al destinatario indicato nella lettera di vettura) e che metteva a disposizione il proprio spazio aziendale, in provincia di Alessandria, per lo scarico della merce di contrabbando, lo stoccaggio ed il ricarico per ulteriori destinazioni, nonché per la detenzione del materiale di copertura, con cui occultare i carichi illeciti, e per la riapposizione dei sigilli contraffatti. La medesima ditta forniva, inoltre, consulenze in materia doganale ed elaborava strategie per evitare controlli nella fase di trasporto e sdoganamento.
Per tale motivo, allo stato, la società è stata ritenuta persona giuridica responsabile degli illeciti amministrativi previsti dal D.L.vo nr. 231/2001.
Il collaudato modus operandi prevedeva, inoltre:
- la collaborazione di un esperto informatico, di origine campana, che, avvalendosi delle proprie competenze tecniche, garantiva l’elaborazione, la creazione e la gestione di siti internet ed indirizzi mail fittizi per dissimulare i consignee (destinatari), nella documentazione doganale delle illecite spedizioni;
- una rete di comunicazioni informatiche dedicate, attraverso chat crittografate “SIGNAL” “TELEGRAM” e “THREEMA” per agevolare le condotte criminose ed i contatti tra i vari soggetti coinvolti.
Le investigazioni, sviluppate anche grazie al supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Rete ENFAST (S.C.I.P.), di EUROPOL e della rete operativa antimafia internazionale denominata @ON, confermano l’importanza dell’azione di contrasto posta in essere a tutela della sicurezza economico-finanziaria dell’Unione Europea, reprimendo le pratiche illecite nel settore fiscale dei dazi doganali, accise ed IVA, arrecando gravi danni al bilancio unionale e comportando effetti distorsivi alle regole della libera concorrenza tra gli operatori del peculiare comparto.
I 5 indagati destinatari della custodia in carcere sono stati condotti presso i penitenziari competenti nel territorio delle catture; nell’istituto di Genova-Marassi sono stati ristretti i due italiani arrestati nel capoluogo ligure, posti a disposizione dell’A.G. giudicante.
Il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità delle persone sarà definitivamente accertata solo ove intervenga la sentenza irrevocabile di condanna.
Genova, 24 marzo 2026
Comunicati stampa
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