uffcio Stampa2025-10-01T12:36:30+00:00
In data odierna, nelle provincie di Messina e Crotone, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina hanno eseguito un provvedimento di confisca di beni emesso dal Tribunale del capoluogo peloritano nei confronti di una coppia di coniugi, indiziati di associazione mafiosa.
Si tratta di una misura di prevenzione patrimoniale qualificata dalla pericolosità mafiosa dei destinatari della confisca, ritenuti espressione della famiglia mafiosa del Barcellonesi.
La confisca ha riguardato due società operanti nel settore edile e dieci veicoli (compresi mezzi d’opera), nonché un’abitazione residenziale e dieci terreni, per un valore complessivo di circa sei milioni di euro.
Il provvedimento del Tribunale “Sezione Misure di Prevenzione” è scaturito da una richiesta formulata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina all’esito di complesse indagini, che, nel gennaio 2018, erano culminate con l’operazione convenzionalmente denominata “Gotha IV”, allorquando i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina avevano eseguito una misura cautelare nei confronti di 29 persone, fra capi e gregari della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”, ritenute responsabili – a vario titolo – di “associazione di tipo mafioso”, “concorso esterno in associazione mafiosa”, “estorsione”, “detenzione e porto illegale di armi”, “trasferimento fraudolento di valori” e altro, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Le successive indagini economico finanziarie delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia alla Direzione Investigativa Antimafia e alla Compagnia dei Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto hanno poi consentito di accertare che i destinatari dell’odierno provvedimento avevano accumulato nel tempo un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. In particolare, i predetti – mediante la commissione di estorsioni ai danni di imprese impegnate nella realizzazione di lavori pubblici – le avevano costrette a cedere alcune quote, intestandole fittiziamente a terzi, onde percepirne le utilità ed eludere le disposizioni normative in materia di misure di prevenzione patrimoniale.
Difatti, già nel marzo del 2018, gli stessi beni erano stati colpiti anche da un decreto di sequestro preventivo.
Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, precisando che il provvedimento di confisca adottato può essere modificato o annullato attraverso il ricorso agli ordinari mezzi di impugnazione e che tali successivi gradi di giudizio, sempre nel contraddittorio fra accusa e difesa davanti al giudice terzo e imparziale, possono anche concludersi con l’esclusione di qualsiasi forma di responsabilità e la restituzione dei beni agli aventi diritto.
Comunicati stampa
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