uffcio Stampa2024-11-15T07:41:20+00:00
La Direzione Investigativa Antimafia, in seguito a mirate indagini personali e patrimoniali, ha posto i sigilli ad un complesso imprenditoriale e patrimoniale di origine mafiosa.A seguito dell’accoglimento da parte della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania della proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Catania e dal Direttore della D.I.A., il Centro Operativo etneo ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro di beni nei confronti di Salvatore Giuliano e di altri nove soggetti a questi vicini.
Salvatore Giuliano, classe 63′, inizia la sua carriera criminale sin da giovanissimo, i molteplici illeciti compiuti nel tempo, lo hanno portato a diventare vertice del consesso mafioso denominato per l’appunto clan GIULIANO, operante principalmente nel comprensorio territoriale di Pachino (SR) e Portopalo di Capo Passaro (SR) e storicamente legato al clan catanese dei CAPPELLO.
Personaggio dalla spiccata caratura criminale ed indiscussa pericolosità sociale, annovera una pluralità di delitti tra i quali, associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e molteplici delitti contro il patrimonio. Nel lungo percorso criminale che lo ha visto referente e protagonista nella figura di “capo mafia”, ha condizionato la libera scelta di un’intera comunità Pachino e territori limitrofi, con particolare riferimento al mercato ortofrutticolo. In particolare, il boss GIULIANO, assegnava ed impartiva gli ordini ai suoi sodali, quali l’intimidazione ai produttori e commercianti di prodotti ortofrutticoli della zona, la riscossione delle estorsioni, il versamento nelle casse del clan del denaro delle attività illecite per il quale venivano utilizzate società e imprese agricole create ad hoc, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti e la gestione dei parcheggi in zone turistiche.
In ultimo, Salvatore Giuliano, è stato condannato con sentenza nr. 100/2022 Reg. Sent. del 17.O1.2022 emessa dal Tribunale di Siracusa, alla pena di anni 24 di reclusione per i delitti di cui agli artt. 416 bis 1 c. 1 “associazione per delinquere di stampo mafioso” e art. 629 .2 C.P.- “estorsione”.
Il Decreto di Sequestro eseguito in data odierna dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia, ha permesso di porre i sigilli ai beni a vario titolo riconducibili al proposto ed in particolare n. 1 impresa individuale e la totalità dei beni aziendali e strumentali, n. 1 società di capitali e l’intero compendio aziendale della stessa, n. 1 autovettura, n. 24 beni immobili (terreni e fabbricati) intestati alle persone fisiche, rapporti bancari e postali di valore non inferiore ad euro 1.000,00, per un valore complessivo presunto di circa 3.000.000,00 euro.
Catania, 15 novembre 2024
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