uffcio Stampa2025-03-06T11:42:42+00:00
Il 25 gennaio, il ROS, con il supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Vibo Valentia, ha eseguito unâordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, a carico di 11 indagati1 a vario titolo per associazione di tipo mafioso (imputazione riguardante 4 soggetti), riciclaggio internazionale, trasferimento fraudolento di valori, truffa internazionale e altri reati, alcuni dei quali aggravati ex art. 416 bis 1 C.P.
Lâindagine – sviluppata in un articolato contesto di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria con autoritĂ ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche e giudiziaria con il coordinamento di Eurojust – si è avvalsa inoltre della collaborazione dellâUnitĂ di informazione finanziaria (UIF) della Banca dâItalia e del supporto finanziario dal progetto @ON.
Lâoperazione costituisce prosecuzione dellâindagine RINASCITA-SCOTT, eseguita il 19.12.2019 dal ROS che – oltre a fornire ulteriore conferma dellâunitarietĂ della ândrangheta, al cui interno le articolazioni territoriali (locali/ândrine) godono di unâampia autonomia operativa, seppur nella comunanza delle regole e nel riconoscimento dellâautoritĂ del Crimine di Polsi (RC) – aveva consentito di ricostruire gli assetti della ândrangheta presenti nel vibonese, attingendo 334 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, truffe, turbativa dâasta, traffico di influenze e corruzione.
Lâodierna indagine – corroborata da intercettazioni e propalazioni di diversi collaboratori di giustizia – ha documentato lâappartenenza allâarticolazione territoriale di ândrangheta attiva su SantâOnofrio (VV) di quattro soggetti uno dei quali, per agevolare le attivitĂ di riciclaggio in favore della cosca, ha costituito una serie di societĂ di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. In tale contesto è stato colpito da Mandato dâArresto Europeo un avvocato ungherese risultato intestatario del 50% delle quote societarie di una delle predette societĂ .
Sono state anche ricostruire le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017 dallâarticolazione mafiosa, a danno di investitori omaniti che hanno versato la somma di 1 milione di ⏠dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una societĂ cui era riconducibile un compendio immobiliare in Budapest.
Ă stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e societĂ per un valore di circa 3 milioni di âŹ2.
Lâesecuzione del mandato dâarresto europeo è stata garantita dal supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (progetto Ican), mentre il sequestro delle societĂ e dei conti localizzati in Ungheria è coordinato da Eurojust e, nellâambito del reciproco riconoscimento dei provvedimenti reali, si tradurrĂ in un congelamento di beni.
Gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.
Catanzaro, 25 gennaio 2023