Oliveri

CONFISCA EREDI OLIVERI VINCENZO

Nel 2013 Il Centro Operativo dell Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, a seguito di una proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale formulata dal Direttore della DIA, ha eseguito un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabria – Sez. Mis. Prev., nei confronti di OLIVERI Vincenzo, noto imprenditore nel settore oleario con proiezioni di rilievo sia nel comparto alberghiero che in quello della ristorazione non solo in Calabria ma anche nelle regioni di Abruzzo ed Emilia-Romagna.
OLIVERI Vincenzo, sin dagli anni ’80, è stato coinvolto in numerosi procedimenti penali che hanno interessato in particolare le numerose aziende del c.d. Gruppo OLIVERI, per la commissione di reati associativi finalizzati alla truffa aggravata, frode in commercio, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, strumento quest’ultimo utilizzato per ottenere indebitamente i contributi AIMA (ora AGEA) erogati nel settore agricolo per la produzione, lavorazione e commercializzazione dell’olio d’oliva.
L’imprenditore, insieme al fratello OLIVERI Antonio ed al padre OLIVERI Matteo Giuseppe, furono arrestati nel 2010, unitamente ad altre tra persone, in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palmi, per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata ed altro, in ordine all’indebita percezione di contributi erogati a favore del Gruppo OLIVERI. Nel medesimo contesto fu sequestrato l’intero patrimonio del Gruppo, stimato in circa 700 milioni di euro, che venne successivamente mantenuto solo per la parte, quantificata in quasi 18 milioni di euro, corrispondente al profitto del reato.
L’operazione effettuata dal Centro Operativo DIA di Reggio Calabria, con la collaborazione del personale del Centro Operativo della DIA di Napoli e delle Sezioni Operative DIA di Bologna e Catanzaro, è culminata con il sequestro del patrimonio aziendale e le quote sociali di 23 aziende, 39 immobili, 8 automezzi, 385 titoli AGEA (concernenti il diritto alla percezione degli aiuti comunitari per un valore di circa 16.180.000,00 di euro) nonché disponibilità finanziarie aziendali e personali, per un valore complessivo totale di circa 325 milioni di euro.
Nel 2015 il predetto Centro Operativo, a seguito di una proposta a firma del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito un ulteriore decreto di sequestro di beni emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, avente per oggetto un fabbricato ed un terreno circostante, siti in Gioia Tauro, il cui valore complessivo è stimabile in circa 700.000 euro.